Alessandro Berselli
    Società Editoriale ARPANet
guarda. vivi. ascolta. scopri.

Nome e cognome.
Alessandro Berselli.

Come ti chiamavano quando eri piccolo?
Non me lo ricordo proprio, sarà l’Alzheimer. Hannibal Lecter?

Anno/periodo storico in cui saresti voluto nascere.
1951, così avrei avuto 17 anni nel sessantotto. Tutta quella musica, quelle droghe, quel sesso...

Dai un indizio che identifichi la tua città senza nominarla.
La rossa.

Quando hai capito che saresti diventato uno scrittore?
Alle elementari, ma speravo anche di diventare un cantante rock e di morire prima dei trent’anni, trovato nudo e pieno di alcol in qualche albergo di Parigi. L’avete già sentita?

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore.
"Mi scavi dentro".
Una via di mezzo tra un geologo e un anatomo patologo della scrittura, praticamente.

Se ti dico libro a che cosa pensi?
A cinque che ho sul comodino. Non me ne piace nessuno.

Descrivi il tuo stile usando solo aggettivi.
Introspettivo, psicologico, gotico, oscuro, minimalista.

Il prossimo libro che scriverai parlerà di...?
Follia e gente schiacciata dalla troppa quotidianità.

Se potessi scegliere un luogo per la lettura pubblica dei tuoi scritti, quale sarebbe?
Arena di Verona. Troppo ambizioso?