Aidan Sweets
    Società Editoriale ARPANet
guarda. vivi. ascolta. scopri.

Nome e cognome.
Aidan Sweets.

Come ti chiamavano quando eri piccolo?
Mister Aidan Wonky Sweets! Niente di cui andare orgogliosi, sia chiaro… È una lunga storia, che risale ai tempi della scuola (comunque la potete leggere nel libro che ho scritto).

Anno/periodo storico in cui saresti voluto nascere.
Se proprio avessi potuto scegliere mi sarebbe piaciuto vivere alla corte di Re Artù. Ma non mi dispiace essere nato negli anni Ottanta.

Dai un indizio che identifichi la tua città senza nominarla.
Si trova in un’isola, è attraversata dal fiume Foyle e gli U2 la conoscono bene.

Quando hai capito che saresti diventato uno scrittore?
Non credo lo si capisca mai, davvero. Ci sono momenti in cui prendi in mano la penna e scrivi, basta, senza sapere ancora che cosa verrà fuori! Nel mio caso è stato così… ho poi avuto il caso ed il fato totalmente dalla mia parte. Se non fossi andato al pub, quella sera…

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore.
"Tutto è perfetto in queste pagine servite da una scrittura piena di sorprese" (Raul Montanari).

Se ti dico libro a che cosa pensi?
Alla carta bianca da far vivere. Alla possibilità di condividere con il mondo esperienze che resterebbero, altrimenti, nell’ombra.

Descrivi il tuo stile usando solo aggettivi.
Ironico, frizzante, pulito.

Il prossimo libro che scriverai parlerà di...?
Forse di oggi. O forse di quel giorno in cui, davanti ad una birra, diedi il mio indirizzo e-mail ad un italiano appassionato di Irlanda.

Se potessi scegliere un luogo per la lettura pubblica dei tuoi scritti, quale sarebbe?
Diversi luoghi: le strade della mia città, un ponte sul fiume Foyle e… l’aula che è stata teatro delle mie premiazioni scolastiche. Sarebbe una bella rivincita!