Luca Centi
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guarda. vivi. ascolta. scopri.

Nome e cognome.
Luca Centi.

Come ti chiamavano quando eri piccolo?
Anche se adesso i miei amici mi chiamano con mille nomignoli diversi, da piccolo solamente mio fratello lo faceva. E usava il nome Lucky. Uno dei motivi che mi ha spinto a chiamare il mio cagnolino Lucky appunto. Da allora mio fratello ha smesso!

Anno/periodo storico in cui saresti voluto nascere.
Sul finire del 1800. Adoro quel periodo storico, l’epoca vittoriana, lo sviluppo del romanzo gotico. Un secolo in cui ci sono state delle vere e proprie rivoluzioni.

Dai un indizio che identifichi la tua città senza nominarla.
Ha le ali!

Quando hai capito che saresti diventato uno scrittore?
È successo solo di recente. Ho sempre amato scrivere, fin da bambino, ma non ho mai visto lo scrivere come una professione. Forse l’idea è nata con l’invio del mio primo manoscritto, quando mi sono deciso a provare.

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore.
Mi sono identificato in uno dei tuoi personaggi. Ogni volta che lo leggo è un tuffo al cuore, perché vuol dire che ho fatto un buon lavoro e ho creato delle vere e proprie persone.

Se ti dico libro a che cosa pensi?
Anne Rice. La mia scrittrice preferita.

Descrivi il tuo stile usando solo aggettivi.
Veloce. Sveglio. Spiritoso.

Il prossimo libro che scriverai parlerà di...?
Vorrei saperlo anch’io. Ho cominciato a scrivere fantasy e mi sono ritrovato con una storia chick lit. In futuro potrei provare col thriller o l’horror, chi lo sa!

Se potessi scegliere un luogo per la lettura pubblica dei tuoi scritti, quale sarebbe?
All’aria aperta, su un prato magari, sotto le fronde degli alberi. Un posto tranquillo in cui rilassarsi e lasciarsi alle spalle ogni cosa.